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C’è un social network del quale si parla molto in questa estate, per motivi più politici che economici: è Tiktok.

Il popolare social di proprietà della cinese Bytedance è al centro di una vera e propria “guerra” da parte dell’amministrazione della Casa Bianca per le paure riguardanti la sicurezza dei 100 milioni di utenti americani. Trump ha chiesto alla società asiatica e al Governo di Pechino di procedere alla messa sul mercato della fetta di TitkTok che riguarda le operazioni statunitensi, canadesi, australiane e neozelandesi. “E’ una minaccia per la sicurezza nazionale”, ha più volte detto pubblicamente il presidente parlando del social, mentre TitkTok ha cercato di controbattere rivendicando la sua distanza dall’esecutivo di Pechino. Ha fatto anche di più assumendo tale Meyer come amministratore delegato e rispondendo a Trump con delle considerazioni sul fatto che la parte di TikTok che riguarda gli Usa è negli Usa e quindi sottoposta al mercato locale e alle sue leggi di controllo.

Tutto inutile.

Nelle ultime ore Meyer si è dimesso e TikTok Usa è sul mercato come richiesto. Tutte le contromisure messe in atto da Bytedance sono risultate inutili nel teatro della contesa e delle tensioni tra Usa e Cina. Per prima si è mossa Microsoft, ma a ruota è andata Oracle per offerte che si aggirano tra i 20 e 30 miliardi di dollari. La cosa più importante, tuttavia, sta succedendo attorno alla trattativa che vede questi due nomi della tecnologia Usa in prima linea. Già, perché Walmart, la catena americana della grande distribuzione, si è messa di fianco a Microsoft per entrare in possesso del social network cinese. Questa è una mossa rivoluzionaria, mossa che può condizionare le vite di tutti.

Se un supermarket compra un social network

Walmart è un interlocutore gradito a Trump. Non avendo come core business la tecnologia, se si imbarca nell’acquisizione di TikTok non avrà il problema di sottostare alle leggi dell’anti-trust. C’è di più: Walmart sta facendo una mossa epocale nel mercato della grande distribuzione. Comprando TikTok, il più grande supermarket del mondo avrà accesso diretto a un bacino di 100 milioni di potenziali clienti. Annullerà di fatto, il passaggio investitore pubblicitario-social network-utente. Unendo i primi due componenti, diventando quindi padrone di una parte o di tutto un social, il passaggio verso il pubblico sarà immediato. Insomma, un supermarket che compra un social network diventa padrone del canale pubblicitario più efficace del momento. Il tutto senza dover fare passi intermedi prima di arrivare a un cliente.

Una nuova Amazon grazie a TikTok

Walmart sta sviluppando in questo modo, prendendosi tutta la filiera del rapporto con il cliente, una strategia che vuole creare crescita per la sua parte di commercio online e far diventare l’azienda una nuova Amazon, un concorrente consistente per lo strapotere di Jef Bezos e dei suoi. Nel video qui sotto scoprirete le motivazioni dell’entrata di Walmart nella contesta (è di CNBC).

Walmart ha visto crescere le sue azioni e il suo commercio elettronico durante la pandemia e vuole continuare sulla strada della digitalizzazione, ora che ha raggiunto i 400 miliardi di dollari di capitalizzazione. Ha i mezzi e la consistenza per attaccare il dominio di Amazon e, grazie a TitkTok potrebbe crescere in modo vertiginoso. Questa possibilità sarà aumentata, sostengono a Walmart, dalla straordinaria capacità del social cinese di integrare e-commerce e pubblicità con i contenuti.

Un’ultima considerazione: le aziende sono più che mai protagoniste della politica. Anzi, sono il braccio operativo della politica stessa e rappresentano attori efficienti nella difesa degli interessi nazionali su palcoscenici internazionali. Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere anche questo contributo.

Un nuovo tipo di influenza

Tutto questo può condizionare la nostra vita di tutti i giorni e portarci un una realtà nella quale un social diventa una diretta emanazione di una grande catena commerciale. Potremo evitare la pioggia di pubblicità? Potremo evitare il subdolo collezionamento di dati di preferenze d’acquisto che il nuovo patron di TikTok farà grazie alle nostre risposte alle sue inserzioni sul social? Potremo evitare di essere violati ancora di più nella nostra capacità di scelta autonoma? Questo nuovo tipo di influenza di chi ci vende prodotti sulle timeline dei nostri social finirà col divenire ancora più invasivo e condizionante. Bisogna rifletterci molto. Bisogna rifletterci subito.

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Francesco Facchini

Sono il papà di Davide, un giornalista, un mobile content creator, un progettista di nuove comunicazioni e nuovi media, un digitalizzatore delle vite altrui

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