Queste due parole danzano sulla mia tastiera da giorni: Algoritmo Umano

Siamo a metà marzo del 2020, vivo in Italia e come te leggo i bollettini della morte, delle morti, ogni giorno alle 18. Il mondo è messo alla prova da una durissima pandemia che mette in ginocchio intere nazioni come la mia. Dobbiamo combattere insieme e dobbiamo riscrivere adesso il nostro futuro.

Costruiamo assieme un futuro diverso dal nostro passato

Ognuno di noi ha un compito

Tutti dobbiamo fare la nostra parte. Chi è al fronte, nelle camere sterili di fronte ai malati, chi è nelle retrovie e cerca di osservare le disposizioni del Governo, dei Governi, ispirate dall’idea di arginare il contagio. Anche tu, nel caldo della tua casa, devi fare la tua parte, perché sei un insostituibile Algoritmo Umano in questo mondo dove dobbiamo stare tutti separati gli uni dagli altri, ma, in fondo, siamo più connessi che mai. Devi fare la tua parte perché questo è il momento di cambiare, di ripensare, di ribaltare tutti i meccanismi con cui hai vissuto per cercare nuovi modi di creare ricchezza per te, per i tuoi cari e per chi ti sta vicino.

Questo sito parte da un nome che sembra un non senso visto che la parola algoritmo fa rima, nella nostra percezione, con numeri e tecnologia, con qualcosa di artificiale, mentre la parola umano trova significato nel corpo, nella testa, nelle vene, nelle mani, nel cuore di ognuno di noi. Questo progetto parte dall’assunto che l’Algoritmo Umano deve restare al centro del presente e del futuro e che ogni Algoritmo Umano svolgere il proprio compito, oggi più che mai per cambiare le carte sul tavolo da gioco del futuro.

Tutti ti dicono come fare

In questi giorni tutti mettono in atto la loro ricetta, ma Algoritmo Umano non abbocca alla soddisfazione facile da giochino per il momento terribile. Questo sito vuole interpretare il presente per indicare il futuro, sfruttando tutta la multimedialità possibile per regalare strumenti utili di resistenza e di ricostruzione al pubblico che saprà ricostruire. Ognuno ha la sua ricetta, ma noi non ti diamo la nostra. Ti diamo soltanto gli ingredienti per fare la tua, per evitare che il risultato sia diverso da quello che progetti, sogni, scrivi, descrivi in questi giorni.

Gli strumenti per capire

Ti diamo gli strumenti per capire, per sapere, per studiare come resistere e come ricostruirti un futuro. Guarderemo la società, fisica e virtuale, l’economia (il più possibile reale e creatrice di benessere), le connessioni sociali, gli algoritmi non umani che migliorano l’algoritmo umano, i problemi, ma anche le soluzioni, i nuovi business, i nuovi lavori, i nuovi diritti e i nuovi doveri. Ti daremo documenti, contenuti, letture, pubblicazioni, prodotti editoriali, format, vere e proprie mappe per comprendere la realtà e come la devi interpretare, per aiutarti a capire capire che strada devi prendere per trovare il futuro che ti appartiene, non quello che gli altri dipingono per te (a loro vantaggio).

Il discorso di Steve Jobs divenuto famoso per la frase “Stay foolish, stay hungry”. E’ il discorso di commiato che il boss della Apple ha fatto al Commencement Day dell’Università di Stanford nel 2005

Abbiamo in mente una follia

Come Steve Jobs in tutta la sua vita, abbiamo intenzione di essere folli, di essere arrabbiati. Folli perché fondiamo qui, adesso, in questi giorni di distruzione, un medium che pensa alla ricostruzione, al disegno di un nuovo futuro. Folli perché pensiamo al domani nei giorni un cui non abbiamo un oggi. Affamati perché siamo stufi di non avere un medium moderno, nel nostro paese, il quale sia un ponte di connessione con le persone, una directory importante di documenti, di contenuti, una libreria di strumenti utili, una serie di video che arricchiscono, una teoria di audio che fanno pensare. Affamati perché abbiamo bisogno anche noi di strumenti che aiutino a capire, a interpretare, a prepararsi, a formarsi, a essere lucidi per costruire il proprio percorso quando la strada ci frana sotto i piedi.

Strade da percorrere

Dicendo questo non intendo un medium che vi dica cosa pensare, che vi lanci nella depressione di un numero di morti giornaliero da coronavirus senza dirvi che coloro che guariscono sono doppi. Siamo affamati perché non abbiamo più bisogno di un medium che ci prenda per mano come bambini e ci sballotti qua e là. Abbiamo bisogno, invece, di dare da mangiare al nostro cervello, al nostro cuore, di dar da fare alle nostre mani, di dare strade da percorrere ai nostri piedi. Strade nuove.

La definizione del progetto

La definizione, la catalogazione di questo progetto non c’è. Passo dopo passo, io e tutti coloro che mi aiutano o vorranno aiutarmi in questo percorso, capiremo di che cosa si tratta. Non è un medium, è più di un medium. Non è un social, è più di un social. Non è un sito, è più di un sito. Creeremo esperienze, visioni, scenari, valutazioni, analisi, documenti, contenuti multimediali, inventando giorno dopo giorno il nuovo significato dell’espressione “mezzo di comunicazione”. Ci rivolgiamo a tutti quelli che vogliono ricostruire, costruire, rafforzare un futuro di ripresa del nostro paese prima e del nostro pianeta poi e che lo vogliono fare cambiando modelli, linguaggi, lavoro, carriere, rapporti, relazioni, connessioni.

Siamo in Italia e quindi Algoritmo Umano penserà prima a questo paese, ma ragioniamo e ragioneremo come se la nostra casa fosse il mondo. Un mondo nuovo. Un mondo nel quale, al centro, ci sei tu, l’Algoritmo Umano che, grazie a quello che è, crea, fa, sente, vede, vive, sfuggirà sempre al pericolo di essere clonabile e si riprenderà dopo ogni batosta. Il futuro è adesso, costruiamolo insieme.

I primi strumenti

Questa piattaforma multimedial si manifesterà in molti strumenti diversi. La prima goccia è il podcast Algoritmo Umano che puoi trovare se clicchi qui. La seconda manifestazione è la pagina di Patreon per poter supportare questo progetto. La terza? Questo sito che inizia oggi le sue pubblicazioni, il suo viaggio. La quarta? Ancora non la conosciamo, ma ti invitiamo a scoprirla con noi.

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Francesco Facchini

Sono il papà di Davide, un giornalista, un mobile content creator, un progettista di nuove comunicazioni e nuovi media, un digitalizzatore delle vite altrui

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